Pagina:Boselli - Discorsi di guerra, 1917.djvu/245

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conomico compiuto e stabile, dove non sia la graduale ascensione di tutte le classi sociali in una piena concordia di lavoro: poiché non vi può essere vera prosperità nell’agricoltura dove non sia piena concordia di lavoro, tra i proprietari ed i contadini. (Approvazioni vivissime, applausi).


Furono poi annunziati i seguenti risultati di votazioni segrete:

Per l’esercizio provvisorio dei bilanci, votanti 81, favorevoli 74, contrari 7.

Per le gestioni delle feste commemorative e delle esposizioni.

Votanti 81, favorevoli 74, contrari 7.

Dopo di che il Senatore On. Lamberti si fece interprete dell’unanime pensiero del Senato nell’augurare che la preziosa esistenza dell’illustre Presidente fosse conservata al Paese il più lungamente possibile ed uguale augurio rivolse al Presidente del Consiglio, la cui vita illustre è consacrata al bene del Paese, ed augurò che la loro opera fosse coronata da ottimo successo.

L’On. Boselli pronunziò allora le parole seguenti:

BOSELLI, presidente del Consiglio (segni di attenzione). L’onorevole Lamberti è stato degnissimo interprete dei sentimenti del Senato; degnissimo interprete tanto più in questo momento, in cui la parola che viene da un uomo, che ha appartenuto e appartiene all’esercito, non ha quella che la superi nell’interpretare il pensiero di una assemblea politica. (Benissimo).

Mi unisco al saluto che il senatore Lamberti ha rivolto all’insigne Presidente di questo Consesso. Mi è grato potergli ripetere che in lui sempre venera il Senato, venera l’Italia, uno degli uomini più benemeriti della Patria, alla quale essi diedero tutto il loro ingegno e tutto il loro ardimento. E dico l’ardimento, perchè Giuseppe Manfredi fu nel 59 di coloro che nella Emilia, quando, dopo la pace di Villafranca, pieno di incertezze