Pagina:Botta - Supplemento alla Storia d'Italia.djvu/149

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Dal mio canto, sino a che mi sarà permesso di sperare soccorsi dall’Imperatore, prenderò tempo intorno alle proposizioni di pace, che ci sono state fatte dai Francesi. Non e possibile formarvi un’idea di tutto ciò che si fa per obbligarmi di rispondere a Cacault: gli uni cercano persuadermi con la speranza di migliori condizioni; gli altri col timore e con le minacce. Ma, sempre costante nella mia opinione, e geloso del mio onore, che crederei leso trattando co’ Francesi nel mentre che una negoziazione è cominciata con la Corte di Vienna, non mi son fatto, nè sedurre, nè intimidire; e sino a che non mi vi vegga obbligato, non cambierò consiglio: non vi cada dubbio veruno su la sincerità di questi sentimenti. Egli è vero intanto che i Francesi hanno gran desiderio di conchiuder la pace con noi; io ne ho una prova recente nella lettera qui annessa di Monsignor Nunzio a Firenze: e dalla risposta, di cui vi mando copia, rileverete la maniera con la quale mi son condotto; vi mando queste due copie perchè possiate valervene a dimostrare la costanza, e la buona fede con la quale io tratto. Senza dubbio, quando riceverete la mia il General Colli si troverà già partito: ed io spero che fra poco egli giungerà in Ancona. Ho scritto al General Comandante di questo porto pel suo ricevimento, e perchè gli proponga di andare in Romagna a gettar un colpo d’occhio su le nostre truppe, prima di venire in questa Capitale, per poter essere noi in grado di prender le debite misure ne’ nostri primi colloquj.

Vi confesso di esser dispiacente che il General Colli si abbocchi con Alvinzi prima di venir qui. Io veggo molto bene esser ciò necessario per le loro operazioni, ma non saprei dirvi perchè m’abbia un’opinione poco favorevole d’Alvinzi. Quantunque io non sia nel caso di giudicare delle sue operazioni in Italia, credo ch’egli avrebbe potuto fare più dì quel che non ha fatto; ma l’abboccamento è necessario, ed io mi do pace riflettendo che sta impegnato l’onor d’Alvinzi, e la sua gloria a seguir con fedeltà le intenzioni del suo padrone. Per ciò che tocca gli appuntamenti da farsi al General Colli, quando anche l’Imperatore non gli passasse nulla per quel tem-