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Verona, li 9 piovoso anno 5 28 Gennaio 1797)


LXXVIII - Al Cittadino Carnot membro del Direttorio esecutivo.


Ho ricevuto la vostra lettera, mio caro cittadino, sul campo di battaglia di Rivoli. Ho avuto pietà di tutto ciò che si va spacciando su la mia persona. Ciascuno mi fa parlare secondo la propria passione. Io credo d’esser da voi abbastanza conosciuto, perchè possiate esser convinto che non vi ha chi possa su di me esercitare alcuna influenza. Io mi son sempre compiaciuto de’ contrassegni di amicizia che avete dati a me, e a tutti i miei, e ne avrò per sempre nell’animo una vera riconoscenza. Vi han degli uomini per li quali l’odio è un bisogno, e non potendo essi mettere a socquadro la Repubblica, ne traggon consolazione dal seminar da per tutto ove han poter di operare, la disunione, e la discordia. In quanto a me, dican pur ciò che vogliono, non giungeranno mai a denigrarmi; la stima di pochi uomini come voi, la stima dei miei camerati, e del soldato, qualche volta anche l’opinione della posterità, e sopratutto il sentimento della mia coscienza, e la prosperità della mia patria, sono le sole cose che m’interessano. Due divisioni dell’armata sono al presente in Bassano; il nemico, per quanto mi si assicura, evacua Trento; Mantova siegue ad essere strettamente bloccata. Il Barone di San Vincenzo il giorno 4 è partito da Trento per Vienna. Il 15 noi bombarderemo Mantova. Colli, che comandava l’armata austriaca in Piemonte, è sbarcato in Ancona con alcuni officiali, e sotto-officiali austriaci, ed ha già passato a rassegna l’armata papale. Quando questa mia lettera sarà nelle vostre mani, già una delle nostre divisioni avrà attaccato quest’armata. Ho scritto al cittadino Cacault di abbandonar Roma senza perder tempo: non si può aver la minima idea dei cattivi trattamenti che egli ha provati per le manovre di quei preti.

Attendo sempre con impazienza Villemanzy. Deniè non fa più nulla: Leroux lo rimpiazzerà provvisoriamente. Tutti gli officiali austriaci, generali ed altri,