Pagina:Botta - Supplemento alla Storia d'Italia.djvu/221

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gna, determinando le frontiere in tal modo, che niuna delle due Potenze, in tempo di pace, si trovasse in uua situazione in qualche modo lesiva, o allarmante in faccia dell’altra. Non volersi circoscrivere in questa periferìa ragionevole; il voler far dipendere la pace da qualche migliajo di uomini di più, i quali non aumentano per nulla la potenza di un gran popolo, è lo stesso che obliar tutti i mali in cui geme l’umanità sofferente, e desiderar una guerra, la quale non può avere scopo utile ad alcuna delle due nazioni.

Terminando i sottoscritti, hanno l’onore di pregare i signori Plenipotenziarj di S. M. l’Imperatore e Re di non servirsi, quando parlano de’ Governi democratici, e dei popoli, de’ termini che sarebbero ingiuriosi al Governo, che i Plenipotenziarj della Repubblica francese rappresentano. Non è mai accaduto, che i sottoscritti, parlando de’ ministri de’ Re, e delle loro Corti, si sien serviti di alcun epiteto, che potesse esser loro ingiurioso. I cittadini Plenipotenziarj della Repubblica francese pregano l’Eccellenze Loro, i sigg. Plenipotenziapj di S. M. l’Imperatore e Re, di voler gradire le assicurazioni reiterate della loro alta considerazione.

Bonaparte e Clarke.




Udine, 10 termidoro anno 5 (27 Luglio 1797)


Nota de’ Cittadini Plenipotenziarj della Repubblica francese.


Se i sottoscritti Plenipotenziarj della Repubblica francese sono stati sorpresi di veder le truppe di S. M. Imperiale e Reale impadronirsi, contro il tenore de’ preliminari di Leoben, e prima della conchiusione definitiva, dell’Istria e della Dalmazia, essi non possono dissimulare, che la loro sorpresa è stata estrema quando sono stati informati, che queste stesse truppe han preso possesso della Repubblica di Ragusi: essi protestano fortemente contro la distruzione della suddetta Repubblica, e sperano che S. M. l’Imperatore, animato dai sen-