Pagina:Breve dissertazione contra gli errori de moderni increduli - Liguori.djvu/57

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Parte II. Cap. I. 53

sia anche necessaria all’Uomo, per dare a Dio quel culto che si merita, col credere quelle cose che son degne di Dio, e coll’onorarlo praticando quelle virtù che son le vere, ancora è chiaro dal vedere l’ignoranza che i Popoli antichi senza la cognizione delle cose rivelate hanno avuta di Dio, delle virtù, e della salute eterna. Circa la Divinità, sappiamo che molti hanno adorati per Dei Uomini infami, adulteri, ladri e crudeli: altri la Fortuna, la Febre, il Timore: altri i pianeti, le bestie, le pietre, e sino le piante degli orti. Nel Mogolle si adoravano le vacche: Nella Tessaglia le cicogne: Nell’Assiria le colombe. Nel Zeilan un dente di scimia. I Siri adoravano i pesci: Gli Africani le scimie: Gl’Indi gli elefanti: I Frigi i sorci: I Lituani gli alberi.

Circa poi le Virtù, molti Popoli han praticate le scelleraggini più sozze, e crudeli che possono immaginarsi e così pensavano di placare e piacere a’ loro