Pagina:Cabala del cavallo Pegaseo con l'aggiunta dell'Asino Cillenico.djvu/50

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34 Cabala del Cavallo Pegaseo
essere privi de’ frutti de l’albore de la vita, o come Prometeo, ch’è metafora di medesimo proposito, stender le mani a suffurar il fuoco di Giove, per accendere il lume ne la potenza razionale. Così li nostri divi asini privi del proprio sentimento ed affetto vegnono ad intendere non altrimenti, che come li vien soffiato a l’orecchie da le revelazioni o de li dei o de’ vicarj loro, e per conseguenza a governarsi non secondo altra legge, che di que’ medesimi. Quindi non si volgono a destra o a sinistra, se non secondo la lezione e ragione, che li dona il capestro o freno, che li tien per la gola, o per la bocca, non camminano, se non come son toccati. Hanno ingrossate le labbra, insolidate le mascelle, incontennuti li denti, a fin che, per duro, spinoso, aspro e forte a digerir che sia il pasto, che li vien posto avante, non manche d’essere accomodato al suo palato. Indi si pascono de’ più grossi e materialacci appositorj, che altra qual si voglia bestia, che si pasca sul dorso de la terra; e tutto ciò per venire a quella vilissima bassezza, per cui fiano capaci di più magnifica esaltazione, iuxta quello: Omnis, qui se humiliat, exaltabitur.
Seb.
Ma vorrei intendere, come questa bestiaccia potrà distinguere, che colui, che li monta sopra, è Dio o diavolo, è un uomo o un’altra bestia non molto maggiore o minore, se la più certa cosa, ch’egli deve avere, è, che lui è un asino e vuole essere asino, e non può far miglior vita ed aver costumi migliori, che di asino, e non deve aspettar miglior fine che di asino, nè è possibile, congruo e condigno, ch’abbia altra gloria che d’asino?
Saul.
Fedele colui, che non permette, che siano tentati sopra quel che possono! Lui conosce li suoi, lui tiene e mantiene li suoi per suoi, e non gli possono esser tolti. O santa ignoranza e divina pazzia, o sopraumana asinità! Quel ratto, profondo e contempla-