Pagina:Cagna - Alpinisti ciabattoni.djvu/80

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caffè e latte, pranzo, due ovicini e un brodo... Ah si sa, questi poveri diavoli di maestri tirano sempre al verde che è una pietà...

Nondimeno, Gaudenzio sentiva un profondo rispetto per quel personaggio così modesto, e nella lucida allegrezza provocatagli dalla buona digestione, intuiva vagamente che i denari sono una cosa, ma che quel professore era un uomo di testa.

— Signor professore — sclamò il droghiere decidendosi — se mi permette l’onore, offro una bottiglia alla sua salute.

— Grazie, grazie. Non sono solito, caro signor Gaudenzio. È come se avessi accettato.

Ma Gaudenzio era fisso, ed insistette con tanta buona voglia che il professore, per non vederlo alla disperazione, accettò.

Venne la bottiglia.

— Alla sua salute, professore!... e se viene per caso a Sanazzaro, non se desmentigherà degli amici...

Il professore ringraziò, ed ingollò di un sorso il suo bicchierino come per spicciarsene presto. Non l’aveva ancor posato in tavola, che era già colmo, e dovette di nuovo toccare e bere.

— De Diana! — sclamò Gaudenzio — questo che chi l’è Barolo proprio galantomo.