Pagina:Cagna - Un bel sogno, Barbini, Milano, 1871.djvu/24

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II.

Aveva appena scossa la corda del campanello, che risuonarono dall’interno della casa esclamazioni di gioja. Venne tosto aperto, ed apparve sulla soglia madamigella Letizia seguita da una bella ragazza che appena vide Ermanno si mise a gridare:

— Eccolo, eccolo, è desso!

Il giovane fu introdotto nella sala della signorina Letizia, che nell’addurlo per mano gli disse:

— Questa volta non ci scappa più.

Non furono neccessarie tante cerimonie di presentazione, giacchè la madre di Laura già conosceva Ermanno; in quanto a madamigella Laura nel suo eccesso di espansione aveva già tolto il cappello e la canna di mano al giovane con tale confidenza come se da molto tempo lo conoscesse.

— Tu ne sarai sorpreso, disse Alfredo, ma mia cugina ti conosce già intimamente; ella sa tutta la tua storia; epperciò non è il caso di stare in complimenti.

— Oh! si davvero, sclamò Laura vivamente, il signore era già una mia conoscenza prima ancora che lo vedessi; domandi alla mamma quante volte abbiamo parlato di lei. Alfredo mi fece siffattamente l’elogio del suo talento per la musica, che non avrei avuto più pace se non mi veniva dato di udirlo.

— Il caro Alfredo ha troppo zelo a mio riguardo, rispose Ermanno sorridendo, e sarò a lui debitore se la mia poca abilità non corrisponderà affatto alle troppo grandi aspettative di madamigella.

— Via signorino, ella vuole rimpicciolirsi per appa-