Pagina:Cagna - Un bel sogno, Barbini, Milano, 1871.djvu/48

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— Sì, ma appena quei poveri fiori saranno appassiti, ella si dimenticherà di chi glie li ha dati....

— Oh! no signorina, è questa un’accusa gratuita che non mi merito certamente.

— Davvero! Ella non mi dimenticherà sì presto? Ciò mi fu molto piacere; dopo tutto sarebbe una vera crudeltà se si perdessero così presto certe belle memorie! Oh! per parte mia glie lo assicuro, ciò non sarà mai, e prevedo pur troppo che dovrò annojarmi per bene quando sarò sola a Milano, lontana da questa cara Brescia....

— Ma, disse Ermanno, ci vuole ancor molto tempo prima che....

— Ohimè! Papà scrisse a mamma pregandola di trovarsi a casa fra quattro giorni!.....

Tal nuova afflisse tanto profondamente il giovane che se ne stette senza parola! — Quattro giorni appena! Ed era questa la felicità che aveva sognata? Mai non gli venne in mente che Laura dovesse partire, e quest’idea lo colpì sì forte, che ne provò vero dolore.

Laura vedendolo così triste, non cercò d’interrompere il filo delle sue riflessioni; serbò il silenzio per qualche istante scrutando attentamente tutte le oscillazioni del di lui sguardo. Forse non si sbagliò sul secreto del dolore che gli si dipinse in volto, e come per tentare qualche conforto, sclamò mestamente:

— È doloroso a dirsi, in questo mondo si nasce solamente per fare dei sacrifizii!

— Pur troppo, rispose Ermanno, dacchè il discernimento della ragione rischiarò la mia mente, io vidi essere lo scopo della vita non altro che una continua aspirazione ad una meta inconseguibile. È tanto vero che la felicità è una chimera impossibile, che io stesso abbandonai ogni speranza di ottenerla. Diffido della