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di perforare il Moncenisio mediante il sistema motore della compressione dell’aria, il Ranco prese parte attiva alle loro ricerche, si convinse della possibilità dell’esecuzione di quell’opera gigantesca, e quel ch’è più, giunse a comunicare il proprio convincimento al conte di Cavour, che, come sappiamo fece sua l’impresa e dal campo dei progetti valse a portarla — ei solo per avventura il poteva — in quello dei fatti.

Nel 1861 la propria città nativa inviava il Ranco a sedere sui banchi del Parlamento Italiano, ove fin dal primo suo entrarvi, occupava uno de’ più notevoli posti tra gli uomini di scienza. Poco tempo dopo il governo gli affidava l’importante missione di recarsi a Napoli onde esaminare in che stato vi si trovassero i vari rami dei pubblici lavori, invitandolo a proporre tutte le opere e miglioramenti ch’ei giudicasse opportuno venissero adottati.

Tale missione fu da lui adempiuta con quello zelo e quella perspicacia che gli son proprie, ed a cospicuo risultato di essa presentò al Ministero delle pubbliche costruzioni cinque rapporti completi e corredati di apposite carte relativi, il 1.° ad una rete generale di ferrovie, il cui progetto in genere è quello stesso che si è poscia adottato; il 2.° alle strade ordinarie; il 3.° ai porti; il 4.° alle bonificazioni dei terreni; il 5.° alle strade ferrate in esercizio. A testimoniargli il proprio soddisfacimento per si importanti lavori, il governo del Re innalzò il Ranco al grado di commendatore dell’ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, mentre abbiamo omesso di dire che (in dal 1857, in benemerenza delle opere efficacissime, mediante le quali egli era riuscito a salvare il ponte della Stura presso Torino e l’annessa strada contro straordinarie piene delle acque, era stato insignito della croce di ufficiale dello stesso ordine. Nè ci sembra dover tacere che simili onorificenze gli sono state conferite dai governi di Francia e di Svezia.

L’ingegnere Ranco, la cui parola è ascoltata con molta attenzione alla Camera, sopratutto quando tratte le importanti materie di pubbliche costruzioni, è tuttora ingegnere capo e direttore della società della ferrovia Vittorio Emmanuele.