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di bey, che. come si sa, è un grado di nobiltà secondo le leggi turche.

Rientrato in Sicilia nel 1859 fu accusato di cospirare contro il governo borbonico, e dopo una prigionia di due mesi e l’istruzione di due processi, fu liberato per mancanza di prove e risospinto in esilio.

Al tempo della prima luogotenenza dopo il plebiscito, ebbe affidate le funzioni di governatore nella provincia di Noto: ma prima delle elezioni generali si dimise onde essere eleggibile, e difatto, eletto da due collegi, venne alla Camera e si diè a sostenere la politica del conte di Cavour. Il Paternostro è uno di quelli che si sono staccati dall’antica maggioranza per accostarsi al centro sinistro a sostenere il gabinetto Rattazzi. La sua parola, quantunque un po’ lenta e monotona, non manca di buon senso e di certa autorità. Il Paternostro è stato recentemente nominato prefetto ad Arezzo; ma onde non perdere la sua qualità di deputato, egli ha rinunziato ad ogni stipendio.




MINGHETTI MARCO

deputato.

vice presidente della camera dei deputati.


Non sorprenderemo nessuno dicendo che il Minghetti è uno dei membri i più eminenti del nostro Parlamento. Scrittore, oratore, uomo di Stato, amministratore, il Minghetti ha preso, prende e prenderà senza dubbio larga parte nelle vicende d’Italia, e il suo nome è uno di quelli che resteranno nelle pagine dell’istoria nazionale. N’è dunque mestieri di consacrargli un certo numero di pagine, non quante certo questa illustre individualità meriterebbe, ma il più che per noi si possa, costretti dai limiti di questa nostr’opera.

Il Minghetti è nato in Bologna nel 1818 da famiglia di commercianti assai doviziosi. Perduto il padre in tenera età, deve alle cure le più assidue e le più intelligenti della propria madre d’aver potuto ricevere un’educazione delle migliori. Gli studi de! Minghetti