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di cui un ramo stabilissi in Sicilia. Fra i suoi antenati si contano guerrieri insigni e chiarissimi scienziati, nel numero dei quali ultimi il notissimo numismatico suo avo.

Eccitato dagli esempi trasmessegli da’ suoi maggiori, nonchè dalla propria indole generosa, e amato dal proprio paese, il principe di Torremuzza sentì più ch’altri mai le sventure, onde la sua diletta patria era oppressa per fatto di un governo antinazionale e dispotico. Quindi è ch’egli si tenne sempre lungi dall’aver il ben che minimo contatto coi sovrani borbonici, rifiutando tutte quelle offerte di cariche, che alla di lui nascila, ed al rango che egli occupava si competevano. Invece non si rifiutò di sostenere qualche ufficio municipale, onde prestare come meglio poteva l’opera sua in pro della patria.

Spuntata finalmente per l’Italia un’èra più prospera, allorquando da quel trono di San Pietro che ora si mostra essere uno dei più fieri ostacoli al compimento del gran volo italiano, l’unità nazionale, scesero delle parole e degli atti che facevano sperare volesse il novello pontefice Pio IX iniziare egli stesso il gran movimento dell’italiana rigenerazione, il principe di Torremuzza si diè premura di correre a Roma, onde impetrare che quella voce al cui suono aveva balzato di gioja il cuore delle oppresse nazioni, valesse a far udire miti consigli al Borbone, il quale si negava a concedere qualunque riforma. Ma poichè ebbe veduto il nostro protagonista tornar vana ogni sua premura in tal senso, rientrò sconfortato in patria, ove fu di coloro che, comprendendo come nè tacite proteste, nè pacifiche domande valessero a smuovere i regnanti di Napoli, pensarono di aver ricorso all’extrema ratio dei popoli, l’insurrezione, la quale scoppiò infatti nel gennajo 1848, come ognun sa, maravigliosa in Palermo.

Il principe di Torremuzza fece parte del comitato rivoluzionario, dal seno del quale non si dipartì che per portarsi ad organizzare una porzione delle guardie nazionali, che, mobilizzate, ebbero poscia a lottare contro l’esercito borbonico.

Più tardi il principe ricevette una più importante