Pagina:Camerini - Donne illustri, 1870.djvu/138

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130 Donne illustri.


l’attitudine ferma e graziosa, l’andare rapido e lieve: ecco quel che appariva alla prima occhiata; vago incarnato; freschezza; volto assai dolce, espressivo, ma nulla che avventasse; a guardare i lineamenti uno per uno si può chiedere: Ma dov’è questa bellezza? Neppur uno è regolare, e tutti piacciono. La bocca è un po’ grande; ve n’ha mille più graziose: ma ve n’ha alcuna il cui sorriso sia più tenero e più seducente? L’occhio, al contrario, non è molto grande, la sua iride è color grigio castagno; ma a fior di testa; lo sguardo aperto, franco, vivo e soave, coronato d’un sopracciglio nero come i capelli, e ben disegnato, varia la sua espressione, come l’anima affettuosa, di cui pinge i moti; grave ed altero, mette alcuna volta stupore, ma accarezza assai più e desta sempre. II naso mi dava un po’ noia; lo trovava alquanto grosso nella punta; ma, considerato nel tutto insieme, e specialmente di profilo, non guastava. La fronte ampia, nuda, poco coperta a quell’età, retta dall’orbita molto elevata dell’occhio, e nel cui mezzo delle vene in forma d’Ypsilon si dilatavano alla più lieve emozione, facea un effetto rarissimo. Il mento, un po’ volto all’insù ha precisamente i caratteri che i fisonomisti assegnano alla voluttuosità. Veramente nessuno nacque più a gustarla, e la gustò meno di me. La carnagione vivace anzi che bianchissima, colorito smagliante ricresciuto spesso dal subito rossore di un sangue fervido, eccitato dai nervi squisitamente sensibili; la pelle soave, il braccio rotondo, la mano garbata senza esser piccola, perchè le sue dita lunghe e sottili significano la destrezza e serban grazia; denti freschi e ben posti; la carnosità di una salute perfetta: tali