Pagina:Campana - Il più lungo giorno, manoscritto, 1913.djvu/5

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La notte mistica dell'amore e del dolore. Scorci bizantini e morti cinematografiche

«Solo il dolore è vero»


Cinematografia sentimentale

L'amore

I La notte mistica


Ricordo una vecchia città rossa di mura e turrita, arsa sulla pianura sterminata nell'Agosto torrido con il lontano refrigerio di colline verdi e molli sullo sfondo. Archi enormemente vuoti di ponti sul fiume impaludato in magre stagnazioni plumbee. Sagome nere di zingari mobili e silenziosi sulla riva. Tra il barbaglio lontano di un canneto lontano forme ignude di adolescenti e il profilo e la barba giudaica di un vecchio. E a un tratto dal mezzo dell'acqua morta le zingare e un canto. Dalla palude afona una nenia primordiale monotona e irritante. E del tempo fu sospeso il corso.


Inconsciamente alzai gli occhi alla torre barbara che dominava il viale.