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Pagina:Campanella, Tommaso – Poesie, 1938 – BEIC 1778417.djvu/173

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scelta di poesie filosofiche 167

Dice come Dio prima fece lo spazio, composto pure di Potenza, Sapienza ed Amore; e che dentro a quello pose la materia, ch’è la mole corporea, consimile al seno, cioè al luogo, in due triadi, cioè nel potere, sapere ed amare, e nella lunghezza, larghezza e profonditá ecc. Nella materia poi Dio seminò due maschi principi, cioè gli attivi, caldo e freddo, perché la materia e ’l luogo sono femmine, passivi princípi. E questi maschi d’essa materia divisa, combattendo, formâro due elementi, cielo e terra, gli quali combattendo tra loro, della languida fatta virtú loro nascono i secondi enti, per guida avendo della generazione le tre influenze, Necessitá, Fato ed Armonia, che portan l’Idea.

madrigale 7

La vita, agli enti vari che seguiva,
era virtute, in quanto da te nacque.
Ma quel che dal non esser timor venne,
ogni vizio produsse, e la nociva
ragion di Stato, e poi ’l mal proprio piacque,
che ’l senso indi impotente a ciò s’attenne.
Ma, se ti svegli omai,
in meglio muterai
natura madre e i figli, come accenne.
L’impotenza e ’l peccato
torrai da’ senni umani;
tutti in un lieto stato
gl’imperi adducerai vari profani.

Che la virtú venga dall’entitá, che sono Valore, Senno ed Amore, e gli vizi dal timore del non-essere, perché da questo è nata la pugna degli elementi, e poi la ragion di Stato, ogni ente volendo esser sempre, e distruggere quel che l’impedisce l’essere in qualche modo. Quindi piacque a tutti il proprio male, perché il senso, partecipando il non-essere proprio, non conosce gli altri modi d’essere, e crede solo il suo essere ottimo, e sprezza per il suo anche il divino essere. Poi dice alla Prima Potenza che si pieghi