Pagina:Campanella, Tommaso – Poesie, 1938 – BEIC 1778417.djvu/64

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58 scelta di poesie filosofiche


il Senno alla Forza, con Salomone, perch’egli guida la Forza. Ed in Metafisica dice che dalla Possanza nasce il Senno, e d’ambidue Amore, e che sono tutti insieme. La disputa è lunga: colá si vegga. Nota che gli altri beni sono scorza ed apparenza delli tre beni primi, non figli.

madrigale 5

L’Arte divina negli enti rinchiusa,
che Natura appelliam, gli esempi prende
da Dio per farli; e la nostra da lei.
Però il soggetto brutti o bei non rende
nostri artifici; lo imitar gli accusa.
Cosí degli aurei li marmorei dèi
piú bei puon dirsi, arte maggior mostrando,
e piú Tersite in scena che gli Atrei.
E di Dante l’inferno piú bel pare,
ch’e’ piú ’l seppe imitare,
che ’l paradiso. E care
voci e sensi traslati énno, ampliando
l’ingegno e ’l ben incognito illustrando;
se no, fien vane, o be’ drappi in Gabrina,
che segnalano il mal del bene in loco,
e fan bruttezza doppia tanta fina,
quanto il papato a chi deve esser cuoco.

Mostra qua la bellezza artificiale non consistere nello soggetto materiale, ma nell’imitazione; la quale è arte figlia della Natura, donde piglia le idee, come la Natura da Dio: ed eccellente in arte è chi meglio imita. Però piú bella è una statua di marmo scolpita da saggio scultore che una d’oro da goffo scultore, perchè è segnale di piú arte. E l’arte è il ben che ci conserva; e Tersite buffone, in scena bene imitato, è piú bello d’Agamennone, re mal imitato; e l’inferno di Dante è piú bel del suo paradiso. Poi dichiara perché le voci e gli sensi traslatati, che sono le metafore e le favole de’ poeti, paion begli; e dice che sono begli, perchè