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XXVII


AMORE E MORTE


Ὅν οἱ θεοὶ φιλοῦσιν, ἀποθνήσκει νέος
Muor giovane colui ch’al cielo è caro.

 
     Fratelli, a un tempo stesso, Amore e Morte
ingenerò la sorte.
Cose quaggiú sí belle
altre il mondo non ha, non han le stelle.
5Nasce dall’uno il bene,
nasce il piacer maggiore
che per lo mar dell’essere si trova;
l’altra ogni gran dolore
ogni gran male annulla.
10Bellissima fanciulla,
dolce a veder, non quale
la si dipinge la codarda gente,
gode il fanciullo Amore
accompagnar sovente;
15e sorvolano insiem la via mortale,
primi conforti d’ogni saggio core.
Né cor fu mai piú saggio
che percosso d’amor, né mai piú forte
sprezzò l’infausta vita,
20né per altro signore