Pagina:Canti (Sole).pdf/394

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il carmelo 337

     Gradatamente profondossi, e, come
     In Dio rapita da la Terra, ascese575
     I firmamenti, e candida bandiera
     Vide da lungi sventolar su trono
     Adamantino, e verdeggiarle intorno
     Svelte palme d’ulivo — indi, guidato
     Da Gabrïel; ne l’armi scintillante,580
     E d’azzurro pennon coperto a l’elmo
     Giovinetto guerrier venirsen lieto
     In fronte a mille.... «Al martire di Cristo
     «La corona dei Cieli!» udissi un grido,
     E di Gualtiero al denudato capo585
     Passò l’ulivo!... accapricciò Gesile,
     E dall’ara staccossi, e sull’altura
     Col raggio vespertin trasse.... oh in quell’ora
     Sotto palma gemente il giovinetto
     De la Provenza, vulnerato al fianco590
     D’asta nemica, disïosamente
     Volto al Carmelo, e, a la sua Terra, e al Cielo
     E a Gesile pensando, ultimo fiato
     Mise, e lo spazio, cui segnò col guardo,
     Libera l’alma valicando, il guardo595
     Incontrò de la pia!.... Caddero l’ombre!
     Visse Gesile: ritornar, venire
     Vide i prodi di Francia: udì mancato1
     Il Santo fra i monarchi: al vel si volse

  1. 1270. Ultima Crociata. A Tunisi sviluppasi la peste. Vi muore S. Luigi con sua moglie Isabella, ed il conte di Nerves suo figlio. Filippo l’Ardito ne trasporta le ceneri in Francia.