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Pagina:Capella - L'anthropologia, 1533.djvu/110

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DELL'ANTHROPOLOGIA

sero. Veramente io penso, disse il Poeta, che di cio non vi mancheriano parole: avegna che non vi habbia mai conosciuto vago di udir le prediche de frati: che quasi mai ne pulpiti nŏ(n) gridano d'altra cosa, che della miseria humana. Certo potrei di cio largamente dire, rispose egli, non perche frati me l'habbiano insegnato; ma perche tutte le antiche scuole de philosophi, et suoi libbri d'altro quasi non sono pieni. Et Chilone, che fu uno de sette savi di Grecia quando disse, Conosce te medesimo, diceva che lhuomo dovea la sua miseria conoscere. Anzi à me pare, disse il Musicola, che sia tanto come à dire. Conosce la tua eccellenza, la quale chi ben considerasse, impossibile sarebbe quasi che affar alcuna cosa sconvenevole mai si lasciasse trascorrere. Questo vi concederei, rispose messer Lancino; se piu potesse huomai l'amor della virtù ritrarre lhuomo dal vitio, che la paura della pena. Ma conciosiacosa che non è stato bastante al mondo predicare il purgatorio, l'inferno: et le pene che gli antichi Dij gia diedero à Tantalo, à Sisypho, à Prometheo, ad Issione et à molti altri, che la favolosa antichità finse esser crucciati nel regno di Plutone: perciò furono fatte le leggi, et gli ufficiali, che gli homicidiali, i ladri, i masnadieri, et gli altri huomini scelerati havessono à punire: et quando tale punitione non vi fosse, in tanti errori hoggimai il mondo è transcorso; che non solamente non sarebbe alcuno che de suoi beni godesse: ma etiandio nelle città et dentro le paterne case sicuri non potriamo vivere. Il che quanto sia noioso, et pieno di miseria, ciascuno sel può giudicare.