Pagina:Capuana - Come l'onda.djvu/114

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mondo è pieno di eccezioni! Mi faceva impressione però che quella eccezione, sebbene dovesse lusingare il mio amor proprio, venisse a capitare giusto a me. Come comportarmi? Mi atterriva l’idea che, assieme con l’amore, arrivasse subito la gelosia, il peggior guaio che possa colpire un marito.

Niente gelosia! Dolcezze, attenzioni delicate, premure squisitamente affettuose: — Non tardare per la colazione!... Copriti bene all’uscita dal club!... Divertiti anche per me al Caffè-concerto!... Io? Sta tranquillo; non m’annoio in casa; ho tanto da fare! — Non mi pareva vero. Avevo però un presentimento; non so come esprimermi. Perchè, da mite, da un po’ lenta nei movimenti, da parlatrice piana, dimessa, ella diveniva, di giorno in giorno, ardita, agile nelle mosse, vibrante nella parola, con negli occhi, nell’espressione del viso, qualcosa che prima non c’era e la rendeva quasi bella? Non osavo d’immaginare che quel miracolo lo producessi io. In questo caso avrei dovuto produrlo prima, durante i sei mesi di fidanzamento o, almeno, durante il primo anno di matrimonio, se è vero che il nuovo stato apporta grandi mutamenti nel fisico e nel morale di una signorina.

Fantasticavo, volevo indovinare, invece di chiedere qualche spiegazione. Il caso.... Noi diciamo: «il caso», perchè non sappiamo per quale concatenazione di piccoli, di quasi impercettibili fatti avviene l’imprevisto, l’imprevedibile che ci scombussola, ci fa cascare dalle nuvole e ci spinge a commettere una pazzia, un delitto... o una madornale sciocchezza. Esitai una settimana nell’alternativa tra il delitto e la sciocchezza. Ebbi però la forza di non tradirmi; e credo che quella settimana fu per me un vero stato di pazzia. Nessuno sa simulare o dissimulare meglio dei pazzi.