Pagina:Capuana - Come l'onda.djvu/142

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Fu uno scatto, quasi avesse avuto tuttavia sedici anni, e si fosse sentita tale forza nei polsi da lottare col mondo intero!

Sentiva bisogno di muoversi, di gesticolare, di ridere, di cantare, ella che fino a poche settimane prima avea passato le giornate sonnecchiando su una delle poltrone addormentate anch’esse negli angoli oscuri di quelle stanze fredde e silenziose. E s’aggirava da una stanza all’altra, leggera, saltellante, levando le mani giunte e gli occhi alle divinità mitologiche dipinte nel centro della volta, per ringraziare non sapeva chi di quella grazia vivificante che le era stata concessa! Debole, ingenua, rimasta quasi bambina sotto l’opprimente gelosia del marito, ella si svegliava esperta di tutte le astuzie, di tutte le malizie, di tutte le ipocrisie della donna abituata a ingannare:

— Ah, finalmente la mia povera vita ha uno scopo, finalmente so!...

Non sapeva nulla, illusa che tutto si sarebbe limitato là, e che l’immagine di quell’uomo ch’ella teneva chiusa nell’intimo del cuore, come in un tabernacolo, per prostrarlesi dinanzi col pensiero in adorazione spirituale, non le avrebbe chiesto nient’altro....

— Che potrò dargli di più?

E, alcuni giorni dopo, allorchè quel che colui sperava le balenò per la mente, la sua dignità di moglie si rivoltò inviperita:

— Spezzerò piuttosto, calpesterò il mio cuore! No! no!

E continuò a vedere quell’uomo fra un nimbo abbagliante; e, accostandoglisi, con la delirante ado-