Pagina:Capuana - Come l'onda.djvu/163

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

159


— E allora.... Non la finì più: — Ah, Paolino! La mia disgrazia ha voluto così!... Ah, Paolino! Con la tua indifferenza, col tuo supremo disprezzo mi hai castigata abbastanza!... Ah, Paolino! Avrei potuto far peggio: fortunatamente non l’ho fatto! — Paolino! Come durante il nostro fidanzamento.... Non mi aveva mai più chiamato così! C’è voluta tutta la mia.... ci siamo?... grandezza di animo per resistere; a capo basso, sì, sorbendo lentamente il caffè, sì, picchiando col cucchiaino sul vassoio per chiamare il cameriere.... Lo crederai? Voleva pagar lei.... — Ti ho invitato io! — insisteva. E appena il cameriere si fu allontanato: — Ah, Paolino!... Non mi dici una parola di conforto? Di speranza? Di perdono?... Ah, Paolino!... — dignitosamente le risposi: — Ne riparleremo, signora! — Tanto per troncare il discorso.... Ci siamo?

Avevo cominciato a fare un grande sforzo per non ridere e, di mano in mano, mi ero sentito invadere da profonda pietà per la miseria umana, di cui avevo sotto gli occhi un perfetto esemplare.

— Hai avuto torto — gli dissi. — Certi ragionamenti bisogna troncarli netti, in modo da non doverci ritornar su; o pure....

— Precisamente.... Ci siamo? quel che pensai sùbito.... Ma questa non è cotoletta!... — s’interruppe. — È suola da scarpe!... Da qualche tempo in qua, Pappataci abusa della nostra remissione!

Fece un gran rabbuffo al cameriere, leticò col padrone....

Esagerava; non era vero che la cotoletta fosse più immangiabile di quelle delle altre volte. Si calmò e riprese:

— Quel che pensai sùbito. E mi rimisi a sedere, e stetti ad ascoltarla guardandola in viso, per scrutarla.... Era sincera? Chi può mai dire quando una