Pagina:Capuana - Eh! La vita.djvu/265

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la tragedia che.... 259

pioggia, l’aspetto e la voce turbata dell’amico avevano messo Borelli in grandissima curiosità.

E perciò, seduto davanti al tavolinetto dove la donna aveva posato il vassoio con le tazze, la zuccheriera e il bricco del caffè, cominciando a sorbire la bevanda versata, disse a Coraldi, seduto di faccia a lui:

— Dunque.... cosa gravissima?

— Che non riguarda me direttamente. — rispose Coraldi. — Ma la mia coscienza dai galantuomo vi si trova implicata, perchè non so se devo denunziare un delitto o lasciare che l’ignoto autore di esso rimanga impunito.

— Senti: a priori, come dice il nostro comune amico Ratti, io penso che di delitti e di assassini deve occuparsi la polizia. Perchè lo Stato paga questori, commissari, guardie, carabinieri, senza contare i confidenti che guadagnano più degli altri? Quando un privato se ne mescola, è come se dicesse a quella gente: — Che ci state a fare? — A priori dunque ti consiglio: fa conto di non saper niente.

— Ma io, per caso, mi trovo in mano un terribile documento.

— Distruggilo. Cotesto tuo delitto...