Pagina:Carli - Dell'anfiteatro di Verona, 1785.djvu/48

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bono un’illazione, io vorrei creder, maggiore della probabilità. E noi non abbiamo, siccome credo aver detto, altro più certo mezzo di cogliere il vero, che d’attenerci al concorso delle circostanze, che lo rappresentano. Eppure qui ancor non s’arrestano tutte le prove.

Al passo medesimo della Chiusa situato al confin della Rezia, osservasi anche al giorno d’oggi un castello, riedificato, com’è di evidenza, sulle basi d’altro antichissimo forte, che nelle parti sussistenti della vecchia pianta ha impressi tutti i caratteri, e quasi a dire la data de’ tempi Romani. Andiamo a vedere di che siasi anzi d’ogn’altra cosa occupato Antonio Primo tosto ch’ei giunse, e piantò in Verona l’armata.* 1 Consultando Antonio del luogo ove piantare il campo di guerra, credè per questo adatto posto Verona....1 ove coll’interposizione del proprio esercito tenne lungi le armate di Germania, chiudendo i passi della Rezia, e dell’alpi Giulie. Era, siccome vedemmo, per l’alpi Giulie che prima so-


  1. Ved. num. 27.
  1. .... et interjectus exercitus Rhætiam Juliasque alpes, ne pervium illa Germanicis exercitibus foret, obsepserat. Tac. hist. lib. 3.