Pagina:Carlo Rosmini Ragionamento degli Scrittori Trentini 1792.djvu/14

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14 Ragionamento

daggine in cui si giace immersa l’Italia tutta, l’istoria letteraria universale di lei par non soddisfaccia bastantemente al bisogno. Il biografo d’una nazione un argomento trattando, che tante discipline e tanti secoli abbraccia, per compierlo a dovere, far parola non debbe estesamente che di quegli uomini sommi, che con opere esimie si segnalarono. Ma di quegli ingegni mediocri, che scrissero con buon gusto e cultura, ma o piccole cose, o non iscrissero cose originali, egli o non parla, o ne parla rapidamente, il lettor rimettendo alle storie particolari, quando ve n’abbia, che diffusamente ne trattano. L’istoria dunque letteraria d’una nazione non potrà servir di stimolo che a coloro che meno ne abbisognano. Ma quegli al contrario i quai ben conoscono di poter fuggire gli errori, ma non giugnere per avventura a quell’unione di pregi che l’eccellenza costituiscon dell’opere, disperando di poter vivere in un libro che all’obblivione gl’involi, si giaceranno disanimati, e si abbandoneranno a quella turpe inerzia, di tutti i vizi sorgente, e distruggitrice d’ogni virtù. Per questo numero d’uomini, che a petto a grandi ingegni è senza comparazione il maggiore, i quali ben coltivati, spargono il buon gusto e la coltura in tutta una nazione, lo stimolo, fecondo che a me pare, il più efficace, sono le storie letterarie particolari