Pagina:Carlo Rosmini Ragionamento degli Scrittori Trentini 1792.djvu/19

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di Carlo Rosmini 19

avessi potuto far senza biasimo presso certe persone

Che con la vista non passan gli occhiali,

avrei di buon cuor taciuto di questo libretto per togliere ad un mio concittadino, che non d’ogni letteratura, e d’ogni buon gusto fu privo, la taccia d’un peccato massiccio appena degno di scusa in persona rozza ed idiota. Fra gli Scrittori dunque Tedeschi di Bozen, di Brixen, di Meran, di Mariaperch, d’Inspruch, e di Schvvaz, paesi del Tirolo, egli annovera, con non so qual induzione geografica, alcuni autori di Trento, e di Rovereto, e così viene a fare un mescuglio insoffribile di letteratura italiana e tedesca, le quali quanto sieno d’indole e di genio diverse, il sa ciascun che per poco versato sia negli studj patrj e stranieri. Io ho meco stesso lungamente pensato qual origine aver potesse un abbaglio, anzi error grossolano cotanto, nel Tartarotti, e non ho potuto trovarne altra che questa, che in tal particolare l’abbassa col volgo il più vile, la qual è d’aver egli confuso l’originaria situazione de’ paesi coll’eventuale dominio. Ma a guarir d’un tale zotico pregiudicio, potea bastare una scorsa ch’ei dato avesse ai più celebrati geografi, cominciando da Tolomeo, da’ quali imparato avrebbe, che Trento, sin da’ tempi antichissimi dell’etrusca sua fondazione, e in tutte le di-