Pagina:Castiglione - Il libro del Cortegiano.djvu/190

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
174 il cortegiano


sta Donna, per volersi far estimar buona ed onesta, esser tanto ritrosa e mostrar tanto d’aborrire e le compagnie e i ragionamenti ancor un poco lascivi, che ritrovandovisi8 se ne levi; perchè facilmente si poria pensar ch’ella fingesse d’esser tanto austera per nascondere di sè quello ch’ella dubitasse ch’altri potesse risapere; e i costumi così selvatichi son sempre odiosi. Non deve tampoco, per mostrar d’esser libera e piacevole, dir parole disoneste, nè usar una certa domestichezza intemperata e senza freno, e modi da far creder di sè quello che forse non è; ma ritrovandosi a tai ragionamenti, deve ascoltargli con un poco di rossore e vergogna. Medesimamente fuggir un errore, nel quale io ho veduto incorrer molte; che è, il dire ed ascoltare volentieri chi dice mal d’altre donne: perchè quelle che, udendo narrar modi disonesti d’altre donne, se ne turbano e mostrano non credere, ed estimar quasi un mostro che una donna sia impudica, danno argomento che, parendo lor quel difetto tanto enorme, esse non lo commettano; ma quelle che van sempre investigando gli amori dell’altre, e gli narrano così minutamente e con tanta festa, par che lor n’abbiano invidia, e che desiderino che ognun lo sappia, acciò che il medesimo ad esse non sia ascritto per errore; e così vengon in certi risi, con certi modi, che fanno testimonio che allor senton sommo piacere. E di qui nasce che gli uomini, benchè paja che le ascoltino volentieri, per lo più delle volte le tengono in mala opinione, ed hanno lor pochissimo riguardo, e par loro che da esse con que’ modi siano invitati a passar più avanti, e spesso poi scorrono a termini che dan loro meritamente infamia, ed in ultimo le estimano così poco, che non curano il lor commercio, anzi le hanno in fastidio: e, per contrario, non è uomo tanto procace ed insolente, che non abbia riverenza a quelle che sono estimate buone ed oneste; perchè quella gravità temperata di sapere e bontà è quasi un scudo contra la insolenza e bestialità dei prosontuosi; onde si vede che una parola, un riso, un atto di benivolenza, per minimo ch’egli sia, d’una donna onesta, è più apprezzato da ognuno, che tutte le demostrazioni e carezze di quelle che così senza riservo mostran poca vergogna; e