Pagina:Castiglione - Il libro del Cortegiano.djvu/202

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186 il cortegiano


ledetti, i quali, scordati o più presto facendo poco caso della dottrina di Cristo, che vuole che quando l’uom digiuna si unga la faccia perchè non paja che digiuni, e comanda che le orazioni, le elemosine e l’altre buone opere si facciano non in piazza, nè in sinagoghe, ma in secreto, tanto che la man sinistra non sappia della destra, affermano, non messer maggior bene al mondo che’ dar buon esempio: e così, col collo torto e gli occhi bassi, spargendo fama di non voler parlare a donne, nè mangiar altro che erbe crude, affamati, con le toniche squarciate, gabbano i semplici; che non si guardan poi da falsar testamenti, mettere inimicizie mortali tra marito e moglie, e talor veneno, usar malie, incanti ed ogni sorte di ribalderia; e poi allegano una certa autorità di suo capo che dice, Si non caste tamen caute; e par loro con questa medicare ogni gran male, e con buona ragione per suadere a chi non è ben cauto, che tutti i peccati, per gravi che siano, facilmente perdona Iddio, pur che stiano secreti, e non nasca il mal esempio. Così, con un velo di santità e con questa secretezza11, spesso tutti i lor pensieri volgono a contaminare il casto animo di qualche donna; spesso a seminare odii tra fratelli; a governare stati; estollere l’uno e deprimer l’altro; far decapitare, incarcerare e proscrivere uomini; esser ministri delle scelerità e quasi depositarii delle rubarie che fanno molti principi. Altri senza vergogna si dilettano d’apparer morbidi e freschi, con la cotica ben rasa, e ben vestiti; ed alzano nel passeggiar la tonica per mostrar le calze tirate, e la disposizion della persona nel far le riverenze. Altri usano certi sguardi e movimenti ancor nel celebrar la messa, per i quali presumeno essere aggraziati, e farsi mirare. Malvagi e scelerati uomini, alienissimi non solamente dalla religione, ma d’ogni buon costume; e quando la lor vita dissoluta è lor rimproverata, si fan beffe e ridonsi di chi lor ne parla, e quasi si ascrivono i vizii a laude.— Allora la signora Emilia: Tanto piacer, disse, avete di dir mal de’ frati, che fuor d’ogni proposito siete entrato in questo ragionamento. Ma voi fate grandissimo male a mormorar dei religiosi, e senza utilità alcuna vi caricate la coscienza: chè se non fossero quelli che pregano Dio per noi altri, aremmo