Pagina:Castiglione - Il libro del Cortegiano.djvu/298

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282 il cortegiano


come quelli che abitano Battra e Caucaso, la India, la Scizia, ed insegnar loro i matrimonii, l’agricoltura, l’onorar i padri, astenersi dalle rapine e dagli omicidii e dagli altri mal costumi, lo edificare tante città nobilissime in paesi lontani, di modo che infiniti uomini per quelle leggi furono ridotti dalla vita ferina alla umana; e di queste cose in Alessandro fu autore Aristotele, usando i modi di buon Cortegiano: il che non seppe far Calistene, ancorchè Aristotele glielo mostrasse; che, per voler esser puro filosofo, e così austero ministro della nuda verità, senza mescolarvi la Cortegianía, perdė la vita, e non giovo anzi diede infamia ad Alessandro. Per lo medesimo modo della Cortegianía Platone formò Dione Siracusano; ed avendo poi trovato quel Dionisio tiranno, come un libro tutto pieno di mende e d’errori, e più presto bisognoso d’una universal litura che di mutazione o correzione alcuna, per non esser possibile levargli quella tintura della tirannide, della qual tanto tempo già era macchiato, non volse operarvi i modi della Cortegianía, parendogli che dovessero esser tutti indarno. Il che ancora deve fare il nostro Cortegiano, se per sorte si ritrova a servizio di principe di cosi mala natura, che sia inveterato nei vizii, come li ftisici nella infermità; perchè in tal caso deve levarsi da quella servitù, per non portar biasimo delle male opere del suo signore, e per non sentir quella noja che senton tutti i buoni che servono ai mali.—

XLVIII. Quivi essendosi fermato il signor Ottaviano di parlare, disse il signor Gaspar: Io non aspettava giả che ’l nostro Cortegiano avesse tanto d’onore; ma poi che Aristotele e Platone son suoi compagni, penso che niun più debba sdegnarsi di questo nome. Non so già però s’io mi creda, che Aristotele e Platone mai danzassero o fossero musici in sua vita, o facessero altre opere di cavalleria. — Rispose il signor Ottaviano: Non è quasi licito imaginar che questi dui spiriti divini non sapessero ogni cosa, e però creder si può che operassero ciò che s’appartiene alla Cortegianía, perchè dove lor occorre ne scrivono di tal modo, che gli artefici medesimi delle cose da loro scritte conoscono che le intendevano insino alle medolle ed alle più intime radici. Onde non è da dir