Pagina:Castiglione - Il libro del Cortegiano.djvu/75

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libro primo. 59


ne, che chi non è assueto a serivere, per erudito che egli sia, possa mai conoscer perfettamente le fatiche ed industrie de’ scrittori, nè gustar la dolcezza ed eccellenza de’ stili, e quelle intrinseche avvertenze che spesso sì trovano negli antichi. Ed oltre a ciò, farànnolo questi studii copioso, e, come rispose Aristippo a quel tiranno, ardito in parlar sicuramente con ognuno. Voglio ben però, che ’l nostro Cortegiano fisso si tenga nell’animo un precetto; cioè che in questo ed in ogni altra cosa sia sempre avvertito e timido più presto che audace, e guardi di non persuadersi falsamente di sapere quello che non sa: perchè da natura tutti siamo avidi troppo più che non si devria di laude, e più amano le orecchie nostre la melodia delle parole che ci laudano, che qualunque altro soavissimo canto o suono; e però spesso, come voci di Sirene, sono causa di sommergere chi a tal fallace armonia bene non se le ottura, Conoscendo questo pericolo, si è ritrovato tra gli antichi sapienti chi ha scritto libri, in qual modo possa l’uomo conoscere il vero amico dall’adulatore. Ma questo che giova? se molti, anzi infiniti son quelli che manifestamente comprendono esser adulati, e pur amano chi gli adula, ed hanno in odio chi dice lor il vero? e spesso parendogli che chi lauda sia troppo parco in dire, essi medesimi lo ajutano, e di sè stessi dicono tali cose, che lo impudentissimo adulator se ne vergogna, Lasciamo questi ciechi nel lor errore, e facciamo che ’l nostro Cortegiano sia di così buon giudicio, che non si lasci dar ad intendere il nero per lo bianco, nè presuma di sè, se non quanto ben chiaramente conosce esser vero; e massimamente in quelle cose, che nel suo gioco, se ben avete a memoria, messer Cesare ricordò che noi più volte avevamo usate per instrumento di far impazzir molti. Anzi, per non errar, se ben conosce le laudi che date gli sono esser vere, non le consenta così apertamente, nè così senza contradizione le confermi; ma piuttosto modestamente quasi le nieghi, mostrando sempre e tenendo in effetto per sua principal professione l’arme, e l’altre buone condizioni tutte per. ornamento di quelle; e massimamente tra i soldati, per non far come coloro che. ne’ studii voglion parere uomini di guerra, e tra gli uomini di guerra