Pagina:Caterina da Siena - Epistole, 1.djvu/49

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

11


reca a sè di serva e schiava de’ servi di Gesù Cristo, sì in questa, sì in ciascun’altra delle sue lettere, per poco non è quello stesso che adoperano già di lungo tempo i sommi pontefici; avendone primo a tutti tolta l’usanza il pontefice s. Gregorio il Grande ad abbattere il fasto di Giovanni il digiunatore, patriarca di CostantinopoliD 1; il quale con alterigia, oltre a quanto possibile fosse a comportarsi arrogatasi quello di vescovo ecumenico, o dir vogliamo universale. L’adoperare questi aggiunti sì dimessi in dispregio di sè, è assai costumato da’ santi. S. Bernardo scrivendo ad Eugenio III di sì fatta maniera s’intitola: Bernardus Clarevallis abbas modicum id quod estD 2: ovvero minimum id quod estD 3, e la celebre contessa Matilde, niuno de’ titoli avea più sovente alla penna di questo: Matildis, Dei gratia, si quid estD 4.

(E) Colui che è. Nobilissima appellazione di Dio secondo quello che egli disse di sè medesimo: Ego sum qui sumE 1. Per la stessa ragione la creatura si dice non essere; cioè non esistere assolutamente e necessariamente.

(F) Cavelle, e più comunemente covelle, voce antica che vale piccola cosa, niente.

(G) Babbo, voce usata da’ bambini in luogo di padre. Da molti luoghi di queste lettere si rileva la figlial tenerezza e famigliarità grandissima della santa co’ pontefici.

(H) S. Gregorio VII, che con mirabile fermezza pose argine alla sfrenata licenza del suo secolo.

(I) Anco. La santa l’usa assai volte in luogo di anzi.

(J) Hanno ribellato a voi. Parla della terribile ribellione della maggior parte degli Stati della Chiesa, avvenuta di questi tempi per opera de’ Fiorentini. Ne parlano, l’Ammirato, il Binaldi, il Biondo, il Malevolti, Leonardo Aretino, il beato Raimondo autore della vita di santa Caterina, ed altri. Era stata minacciata alcuni anni prima a Gregorio XI da santa BrigidaJ 1, se di presente non veniva a Roma, ed ecco come avvenne.

Tra gli altri cardinali che governarono gli Stati della Chiesa nei settant’anni che i pontefici dimorarono in Avignone, fu Guglielmo Noellet detto il Cardinal di s. Angelo, che nel 1375, presiedendo a Bologna, si inimicò co’ Fiorentini, che pativan carestia di vettovaglie; avendo esso vietato che dallo Stato della Chiesa vi fossero introdotte, ed anche ajutato, come si disse, la sommossa di Prato.

Di che sdegnati i Fiorentini, senza pur portarne la querela al pontefice, mandarono stendardi col motto Libertas a tutte le principali città della Chiesa, eccitandole vivamente alla rivolta, e promettendo loro ogni soccorso. Così fecero ribellare, prima Castello,
  1. Ciac. in Vit. Col. 186.
  2. Ep. 237.
  3. Ep. 108.
  4. Franc. Maria Fior. Mem. di Matilde, 1. 3.
  1. Esodo 3, 14.
  1. Riv. Lub. 4, c. 140.