Pagina:Caterina da Siena - Epistole, 3.djvu/104

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I io4 ... _ ’ ‘ -, J ’ " ’ 1 ’ ’, . k - i i i i v t Annotazioni alla Lettera 104:.

■ ‘ *; - # \ ’ * *, (//) Fra l ominaso della Fonte, religioso del sagro Ordine de’prodicalori, cui la «anta scrisse cinque lettere, fu congiunto d’ alcun vincolo d’affinità a questa serafica vergine. Poiché una delle sorelle della santa, per nome Niccoluccia, fu data in moglie a Palmi^ro di Nesi della Fonte, che, per avvisò del Caffarini, (nel supplemento alla’vita di lei) fu parente d Fra Tommaso. Fu questo il primo confessore di santa Catarina, uomo di virtù singolare, onde ebbe da’ suoi titolo dì beato. Del resto; la famiglia Fonte, o della-, Fonte fu nobile in Siena.

(//) Il dì della festa sua. Se la lettera è scritta di Firenze, come è molto probabile, sarà del 1377, P’,1cchè solamente in quell’anno fu ella del mese di dicembre iu quella città, se favella della ver», gine e martire santa Lucia Siracusana.

((’) Che io scrìvessi a Catarina. Due discepole della santa truovansi del nome di Caterina; l’una detta Caterina di Schutto, l’altra Caterina dello Spedaluccio, suore ambedue della penitenzia dell.’Ordine di s. Domenico, e ad amendue ella scrisse alcun;, lettera.

(D) Monna Agnese. Questa Agnese fu donna d’Orso Malevolti, delle fam.^lie più antiche ed illustri di Siena di cui altrove si faveMcrà. “ . .. (E) Che Dio ci voglia dare mangiare de’buoni bocconi grossi. Parla sì in questa, sì in, altre sue lettere per maniera di metafora, e ad, esempio del Salvatore col nome di Cibo, vuole intendere la conversione d«i peccatori a lei gratissima; o pitre travagli e persecuzioni per essa con brama ardente sospirati. Veggasi ciò cbe ai osservi» nell’annotazioni alla lettera iy5. (F) Il monasterio di Ripoli è escito delle mani del dimonio. Il tuonistero detto di s. Bartolomeo di Bipoli, è de’ monaci valloni* brósani e de’ primi di quell’Ordine; giacché in esso il generale d’ordinario fa sua dimora. Sta quasi in mezzo a bella pianura, detta, il Piano di Bipoli, amenissimo quanto altri mai ne abbia la, Toscana, ed è vicino a Firenze un miglio e mezzo. Il monistero è antichissimo, stimandosi fondato ad uso di sagre vergini P anno 718, passando di poi iu podere de’mona

vallombrosani. E forse di credere tjhe que’religiosi, accomodandosi al volere de’magistrati di Firenze, avessef rotto I’ interdetto pontificio: ma che poi, ritraendosi a miglior consiglio, ne ripigliassero l’osservanza, e in questo senso dica la santa quel monistero uscito dalle inani del ’limonio. ’ (G) Alessia, Questa era della nobile famiglia de’Saracin? sancee,, Miora della penitenza, ed una dulie compagne più fedeli della santa; e di cui con molta lode favella il beato Railuoudo, c noi ad altro lungo pur ue favelleremo.