Pagina:Caterina da Siena - Epistole, 3.djvu/125

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125 A FRATE BART0L031E0 DOMINICI DELl/oRDttE DE’PREDICATORI IN ASCIANO.

I. Desidera vederlo inebriato col sangue di Gesù Cristo alla aieosa della santissima croce, dimostrando qnal lume e qnal ardore di carità in esso s’acquisti, la quale carità ài dimostra nel procurare la salnte dell’anime.

II. Gli raccomanda alcune sorelle e figliuoli, ed in particolare un prete, che desiderava vestirsi dell’abito di Moni’Uliveto.

ni.

Al nome di Jesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.

I. ^dilettissimo e carissimo mio figliuolo in Crislo Jesù. Io Catarina, serva e schiava de servi di Dio, vi benedico e conforto nel prezioso sangue di Jesù Cristo.

Con desiderio ho desiderato di fare pasqua con voi prima che io muoja. Questa è la pasqua che io voglio che noi facciamo, cioè, di vederci alla mensa dell’Agnello immacolato, il quale è cibo, mensa e servitore.

In su questa mensa sono i frutti delle vere e reali virtù, ogni altra mensa è senza frutto; ma questa è con perfetto frutto, perocché dà vita. Questa è una mensa forata piena di vene che germinano sangue, e tra gli altri v ha un canale che gitta sangue e acqua mescolato con fuoco, ed ali occhio che si riposa in