Pagina:Caterina da Siena - Epistole, 3.djvu/23

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

23

a3 nella loro tepidezza. Di questi cotali, diceva la dolce Verità, vedi figliuola, che impossibile sarebbe che costoro che non vanno innanzi esercitando la virtù, che non tornassero indietro; e questa è la cagione, perchè l’ànima non può vivere senza amore, e quello che ella ama, quello si studia di più cognoacer

e servire; e se non studia in cognoscere sè, dove meglio cognosce la larghezza ed abondanzia della mia carità? non cognoscendo non ama, e non amando non ini serve, unde esso fatto che è privala di me, perchè non può slare senza amore, ritorna al miserabile proprio di sè medesimo. Costoro fanno come il cane, che poiché ha mangialo vomita, e poi per la immondizia sua pone l’occhio sopra’l vomito, e piglialo, e così immondamente si notrica: cosi costoro negligenti posti in tanta tepidezza hanno vomitato per timore della pena e fracidumi de’peccati per la santa confessione, cominciando uno poco di volere entrare per la via della Verità, unde non andando innanzi, conviene che tornino addietro; vollendo 1 occhio dell’intelletto al vomito di prima, sonosi levati del vedere la pena, e tornali a vedere il diletto sensitivo, per la quale cosa hanno perduto il timore; e però si ripigliano il vomito, nutricando gli afi’elti e desiderj loro delle proprie immondizie, unde saranno mollo più reprensibili e degni di punizione costoro che gli altri. Or così so’ofleso cosi iniquamente dalle mie creature, e però voglio, figliuoli carissimi, che non allentiate i desiderj vostri, ma crescano, notricandovi in su la mensa del santo desiderio. Levinsi i veri servi miei, ed imparino ila me, Verbo, a ponersi le pecorelle smarrite in su la spalla portandoli con pena e con molle vigilie, ed orazioni, e cosi passarete per me, che so’ponte, come detto è, e sarete sposi e figliuoli della mia Verità; ed io vi infondarò una sapienzia con uno lume di fede, il quale vi darà perfetto cognoscimento della Verità, unde acquis la rete ogni perfezione. E poiché alla benignità e pietà di Dio piacque di manifestare sè medesimo, c le cose