Pagina:Caterina da Siena - Epistole, 3.djvu/275

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p.j j del pianto e della tenebre: piagnare con loro per compassione, ed offerirgli per santo desiderio dinanzi a Dio, ed allegrare con loro che vivono in virtù, ed allegrarci con loro, non con invidia del loro bene, ma in uno santo ringraziamento della divina bontà che li ha tratti della tenebre, e ridotti alla luce della grazia, ed a questo modo vive in unità ed osserva il comandamento di Dio, che per l’amore suo ama il prossimo.

Questo è il segno che c’ è dato da Cristo per essare cognosciuti d’ essai* figliuoli e discepoli suoi; e così disse egli ai discepoli: Amatevi, amatevi insieme, che a questo sarà cognosciuto che voi siate discepoli miei; passando per questa dolce e suave via, vive in grazia e poi si trova nell’ ultimo nell’ eterna visione di Dio: ma sopra tutte l’altre cose (B), figliuoli miei, di che io vi prego e costringo si è, che voi vomiate insieme, perocché noi ci dobbiamo innestare il cuore e l’affetto nell’amore di Cristo crocifisso, e perchè noi vediamo che sommamente e^li ha amato l’uomo, così noi dobbiamo trarre questo amore, e legarci stretti col prossimo nostro sì e per Si fatto modo, che nè dimonio, nè ingiuria che ci fusse fatta da esso prossimo nostro, nè amore proprio di noi medesimi, ci possa mai sciogliere, nè rimuovere da questo legame dell’amore!

considerando me che in altro modo l’anima sta in istato di dannazione; e però dissi che io desideravo di vedervi legati nel legame della carità, che per ogni ragione dovete essare uniti, sì perchè seie tutti creati da Dio e ricomperati d’ uno medesimo sangue.

III. E poi per la santa e dolce congregazione la quale avele falla (C), nel dolce nome di Maria, la quale è nostra avvocata, madre di grazia e di misericordia!

ella non è ingrata a chi la serve, anco è grata e cognoscenle.

Ella

quello mezzo che drittamente è uno carro di fuoco, che concependo m sè il Verbo deliunigenito Figliuolo di Dio, recò e donò il fuoco dell’amore, perocché egli è esso amore. Adunque servitela con tutto il cuore e con tutto l’affetlo, perocché