Pagina:Caterina da Siena - Epistole, 3.djvu/295

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alla radice dellarbore nostro: adunque non è d’aspettare quello tempo che noi non siamo sicuri d’ avere; ma nel tempo presente annegare la nostra volontà,

morire spasimate per amore della virtù. A voi dico, priora, che voi diate esemplo di santa cd onesta vita, acciocché in verità, diate dottrina alle vostre figliuole e suddite, e reprensione e punizione quando bisogna; vietando lo’ le domestichezze de secolari e la conversazione de’devoti, serrando le grate ed il parlatorio, se non per necessità e comodo ordinato; ed invitatele a votare le celle, acciocché non abbino che dare, e l’adornamento delle cortine, ed i letti della piuma, ed i superchi e dissoluti vestimenti, se vi sono, che temo che non ve ne abli; e voi siate la primaja, carissima madre, acciocché per esemplo di voi, 1’altre ci si dispongano. Morda ed abbaj il cane della coseienzia vostra, pensando che n’ averete a render ragione dinanzi a Dio; e non chiudete gli occhi per non vedere, perocché Dìo vi vede, e non sarete però scusata, perocché vi conviene avere dodici occhi sopra le suddite vostre. So’certa, se sarete vestita del vestimento detto, voi il farete, ed io ve ne prego ed obligomi sempre a pregare Dio per voi, ed aitarvi a portare i pesi con quello affetto della carità che Dio mi darà: fate che io ne oda buone novelle. Altro non vi dico. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio.


Jesù dolce, Jesù amore.