Pagina:Caterina da Siena - Epistole, 3.djvu/7

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7 A FRATE RAIMONDO DA CÀPUA DELLORDINE DE FRATI PREDICATORI I. L’esorta ail esser vero banditore della parola di Dio, non solo con la lingua, ma anco con l’opere, dimostrando come la buona vita e zelo del disino onore s’actjuista nella dottrina del Verbo incarnato, che sono il disonore ed i patimenti.

II. Della carità del prossimo, con cui dobbiamo cercare la salute dell’anime, la qnale carità s’acqnista nel cognoscimento di . noi e della divina bontà io noi.

III. Gli protesta il zelo che aveva di morire per la santa Chiesa.

Li descrive una visione o revelazione che aveva avolo, e I allegrezza che ne aveva provato.

IV. Gli da nuova della mulnzioue latta da Fra Tomaso, e del ritorno de’ suoi smarriti figliuoli. „ V. Gli racconiiiuda un affare d’ un lai Neri, acciò I’ eseguisca secondo la maggior gloria di Dio.

OD D . o ’Si/tUtt®, 89» /il nome di Jesìi Criàio crocifisso

di Maria dolce.


I- voi dilettissimo e carissimo Padre e Figliuolo in Cristo Jesù dato da quella dolce madre Maria (//).

Io Catarina, serva e schiava de’servi di Jesù Cristo, scnvo a voi nel prezioso sangue suo, con desiderio di vedervi figliuoli veri e banditori della parola incarnala del Figliuolo di Dio, non pur con voce, ma con ope\