Pagina:Celoria - Atlante Astronomico, 1890.djvu/3

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PREFAZIONE.

Se d’una cosa ha difetto l’Italia è, parmi, di amatori della scienza, di scienziati dilettanti, i quali seguano nelle sue diverse fasi il movimento scientifico, formino nel campo delle scienze un pubblico intelligente ed illuminato, e producano nel paese una opinione pubblica scientifica, una critica scientifica consciente dinanzi alla quale anche i più forti scienziati debbano inchinarsi. Contribuire a formar questo pubblico è appunto uno degli intenti della presente pubblicazione. Di essa il testo è mio, le tavole sono tratte da altra e splendida pubblicazione del professore Weiss, direttore dell’Osservatorio di Vienna.

Nel testo io mi studiai di rimanere sempre entro i confini della scienza vera e rigorosa, evitando solo di questa i dettagli tecnici, e ciò per due ragioni. La prima, che io non so capire il romanzo scientifico, il quale, a dir vero, fa fortuna presso un solo popolo; la seconda, che io credo non trovisi nel romanzo tutta la magnificenza che esiste nella realtà cosmica, spoglia di tutti gli ornamenti vani e contemplata senza velo nella sua purezza.

Se con ciò io sia riescito a fare un libro leggibile da tutti, o almeno dai più, non so. Io so solo che la buona intenzione ce la misi tutta, ma, pur troppo, di buone intenzioni il mondo degli uomini è già pieno.


Milano, agosto 1890.

G. CELORIA.