Pagina:Cennini - Il libro dell'arte, 1859.djvu/56

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16 trattato della pittura

ver carta, tu vuoi provarla,1 innanzi la spicchi dalla prieta, togli olio di lin seme ben bollito, a modo che t’insegnerò ne’ mordenti; e con pennello morbido ne da’ una volta per tutto, e lasciala asciugare per due o per tre dì; e sarà poi buona carta lucida.


Capitolo XXVI.

Come puoi fare carta lucida di carta bambagina.


Questa medesima carta lucida, di che abbiam detto, si può fare di carta bambagina. Prima, la carta fatta sottilissima, piana, e ben bianca; poi ugni la detta carta con olio di lin seme, detto di sopra. Vien lucida, ed è buona.


Capitolo XXVII.

Come ti de’ ingegnare di ritrarre e disegnare di mano maestri più che puoi.


Pure a te è di bisogno si seguiti innanzi, acciò che possi seguitare il viaggio della detta scienza. Tu hai fatto le tue carte tinte. È mestieri di seguire di tenere questo modo. Avendo prima usato un tempo il disegnare, come ti dissi di sopra, cioè in tavoletta, affatícati e dilèttati di ritrarre sempre le miglior cose, che trovar puoi per mano fatte di gran maestri. E se se’ in luogo dove molti buon maestri sieno stati, tanto meglio a te. Ma per consiglio io ti do: guarda di pigliare sempre il migliore, e quello che ha maggior fama; e, seguitando di dì in dì, contra natura sarà che a te non venga preso di suo’ maniera e di suo’ aria; perocchè se ti muovi a ritrarre oggi di questo maestro, doman di quello, nè

  1. Tanto i codici fiorentini, quanto la stampa romana leggono: trovarla. Ma non parendoci che désse senso buono, abbiamo corretto in provarla.