Pagina:Cennini - Il libro dell'arte, 1859.djvu/83

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di cennino cennini. 43

bómare, o ver versuro. E questo tale pennello si vuole dirozzarlo a imbiancare muri, a bagnare muri dove hai a smaltare; e dirozzalo tanto, che le dette setole divegnano morbidissime. Poi disfa’ questo cotal pennello, e fanne le sorte come vuoi far d’ogni condizione pennello. E fanne di quelli che le punte sieno ben gualive di ciascuna setola, che si chiamano pennelli mozzi; e di quelli che sieno puntii, d’ogni maniera di grossezza. Poi fa’ asticciuola di quel legname detto di sopra, e lega ciascheduno mazzuolo con filo doppio incerato. Mettivi dentro la punta della detta asticciuola, e va’ legando gualivamente la metà del detto mazzuolo di setole, e poi su per l’asticciuola; e medesimamente fa’ così di tutti.


Capitolo LXVI.

El modo di conservare le códole di vaio che non intarmino.


Se vuoi conservare le code di vaio che non s’intarmino e non si pelino, intingile nella terra intrisa, o ver crea. Impastavele bene dentro, e appiccale, e lasciale stare. Quando le vuoi adoperare, o farne pennelli, lavale bene con acqua chiara.


Capitolo LXVII.

Il modo e ordine a lavorare in muro, cioè in fresco, e di colorire o incarnare viso giovenile.


Col nome della santissima Trinità ti voglio mettere al colorire.

Principalmente comincio a lavorare in muro, del quale t’informo che modi dèi tenere a passo a passo. Quando vuoi lavorare in muro (ch’è ’l più dolce

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