Pagina:Cesare Battisti - Gli Alpini, Milano, 1916.djvu/45

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Battisti: Gli alpini 39

dell’alpinismo e sui monti redenti saliranno le nuove generazioni per portar il saluto a quelli dei nostri che saran rimasti lassù, nei piccoli cimiteri, trasformati in are sacre della patria, quando la vita italica non solo dei soldati ma di tutto il popolo si volgerà alle Alpi redente per conoscerle e per meglio amarle, quanto e quanto si troverà mutato l’aspetto dell’Alpe, arricchita ora di strade automobilistiche fin sui più alti monti, di interi nuovi paesi, di filovie, di ferrovie, di acquedotti, di ricoveri nei luoghi più ardui.

Cento guglie già anonime avranno nomi di gloria e le tracce e i segni della grande guerra, della santa guerra dureranno nei secoli, come la romana torre di Augusto che, vittoriosa del tempo e vittoriosa dei barbari, domina la mia Trento; come i valli romani d’oriente, che da Castua a Postumia, al confine estremo della Venezia Giulia attendono (e l’attesa non sarà lunga!) il ritorno delle vincitrici legioni di Roma.