Pagina:Cesare Battisti - Gli Alpini, Milano, 1916.djvu/57

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Battisti: Gli alpini 51

impressioni che dei tedeschi aveva avuto come emigrante, l’alpino è divenuto il miglior giudice della santità della nostra guerra.

Mi ha colpito l’aspetto doloroso e sofferente di un gruppo di alpini durante la visita alle case di un paese saccheggiato, devastato e in gran parte bruciato dagli austriaci.

Vi era in una magnifica villa di famiglia patrizia una cassaforte scassinata. Le tracce dei colpi violenti di mazza, i grimaldelli e le spranghe, che aveano servito all’operazione brigantesca, sparsi qua e là, documentavano della feroce voluttà con cui era fatta la rapina.

In una casa contadinesca vi eran tracce dell’aggressione, probabilmente dell’uccisione di una donna. Vicino a un cassettone — che era come l’archivio e il tesoro di famiglia, e conteneva il patto dotale, il contratto colonico, le lettere del marito soldato in Galizia, i conti del dare e dell’avere; — vicino a questo cassettone larghe chiazze di sangue dicevan che lì s’era svolta una lotta tragica; e le chiazze si tramutavano in una larga striscia nera che