Pagina:Cesare Battisti - Gli Alpini, Milano, 1916.djvu/67

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Battisti: Gli alpini 61

l’arte, il ricordo delle gesta più eroiche della gente nostra da Ferruccio a Garibaldi; per gli altri non era che la visione della folla anonima coi suoi problemi economici, coi fatali suoi rapporti di interesse nella aspra lotta quotidiana per l’esistenza. E nell’una e nell’altra concezione sono elementi di verità, sono elementi fattivi della patria; ma l’una visione non deve esser staccata dall’altra; ma al presente, alle sue necessità noi dobbiamo guardare senza dimenticare gli insegnamenti del passato, senza compromettere i diritti dell’avvenire, che è come dire la sorte, la fortuna, i diritti dei nostri figli.

L’Italia è la terra delle energie prodigiose; la terra che ha tesori individuali di intelligenza e tesori di sentimento, che troppo spesso rimangono isolati, non confluiscono, non sboccano nella vita collettiva della nazione.

La cooperazione è oggi finalmente avvenuta nell’esercito. Per questo l’esercito è a tutti divenuto più sacro, più caro. Non vi è più alcuno che osi disprezzarlo; disprezzare l’esercito vorrebbe dire disprezzare sè stessi e i propri figli; calpestare il