Pagina:Cesare Battisti - Gli Alpini, Milano, 1916.djvu/69

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Battisti: Gli alpini 63


Oh sì! Felice e fortunata davvero l’Italia, che ebbe all’alba del suo riscatto il gran Re che accolse il grido di dolore degli oppressi; ed ha oggi, che il risorgimento si compie, il Re non ignaro della agonia terribile che si preparava all’Italia d’oltre confine, il Re che è sceso in campo con cuore di padre e con ardire di primo soldato d’Italia.

Ma felice e fortunata l’Italia sopratutto perché le virtù dei suoi maggiori tendono non solo a ripetersi nell’individuo, ma a divenire virtù e carattere, sostanza ed anima del popolo tutto.

Permanga domani quello spirito nuovo che d’Italia ci ha dato. L’Italia avrà allora raggiunto non solo la vittoria delle armi, ma avrà vinto ogni interno nemico, avrà debellato ogni cosa che in essa sia non pura e non bella; ed, emula delle sue glorie antiche, al cospetto del mondo, sicura entro i suoi nuovi vigilati confini, rifulgerà della nuova purissima gloria della pace e del lavoro fecondo.