Pagina:Cesare Battisti - Gli Alpini, Milano, 1916.djvu/8

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2 Battisti: Gli alpini


fra noi e la nazione; col suo tramite noi avemmo comunanza di spirito con la più pura rappresentanza dell’arte e della cultura italica; essa è stata generosa del suo contributo per la fondazione di scuole italiane e per quella molteplice attività che ci salvò dalla rovina estrema.

E non è questo che costituisca il titolo maggiore alla nostra riconoscenza.

L’aver compiuta questa missione, con la più grande modestia che si possa immaginare, senza il compenso della sanzione pubblica, fingendo di non fare quando faceva moltissimo, di non dare quando offriva a piene mani, l’esser venuta ad aiutarci come il cavaliere della leggenda che presta il suo braccio e la spada e si allontana per rimanere ignoto, e non vuol parole di ringraziamento, è opera ben più grande e più nobile, che solo a noi irredenti è dato conoscere. Ed oggi che è lecito parlarne, perchè la redenzione di Trento e Trieste è moralmente conseguita e la conquista materiale è un fatto immancabile, sia concesso a me di invocar qui non la mia rappresentanza politica o parlamentare, ma di arrogarmi quella più ideale, la rappre-