Pagina:Chi l'ha detto.djvu/131

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[348] Costanza, fermezza, perseveranza 99

col. 848) nonchè quella del generale Lebrun, testimonio auricolare (Souvenirs des guerres de Crimée et d’Italie, Paris, 1889, a pag. 158). Essa ricorda il nostro Ci siamo e ci resteremo, del quale avremo luogo a parlare più avanti.

Faremo invece memoria di un altro motto illustrato da Casa Savoia, cioè il

348.   Sempre avanti Savoia!

motto antico e tradizionale di quella augusta famiglia. Un dotto collaboratore dell’Intermédiaire des chercheurs et des curieux che si cela sotto lo pseudonimo di Sabaudus, così scriveva in quel giornale, num. del 10 août 1904, col. 177-178: «Froissart nous appelait déjà: les toujours avant Savoyens; ce qui.... semble démontrer l’ancienneté du cri national: En avant, Savoyards! Sempre avanti Savoia! qui a retenti en Crimée, en Italie, à Béthancourt, en 1871, dans la bouche du marquis A. Costa de Beauregard et qui est resté la devise de la reine douairière Marguerite de Savoie.» Infatti esso divenne popolare ai giorni nostri specialmente in grazia di un episodio relativo alla Regina Madre e che non sarà inutile di ricordare.

In occasione del viaggio che i Sovrani d’Italia, Umberto I e Margherita, da poco saliti al trono, fecero in Sicilia, ecco che cosa narrava il Fanfulla, giornale romano di solito ben informato delle cose di corte, nel numero del 9 gennaio 1881: «L’ammiraglio Fincati avea telegrafato all’ammiraglio Acton, in viaggio da Roma a Napoli con la famiglia reale [il 3 gennaio 1881], lo stato del mare. Il dispaccio raggiunse il treno a Sparanise, e diceva che il vapore venuto da Palermo a Napoli annunziava di aver trovato mare cattivo e oscurità di ciclo che obbligava a procedere con precauzioni. Il tempo grosso cresceva. La Roma era ormeggiata, pronta a salpare se ordini sovrani lo richiedevano, ma il mare impediva l’imbarco fuori del porto. I semafori segnalavano lo stesso cattivo tempo in cielo e in mare: l’ammiraglio Fincati aspettava ordini. Questo il dispaccio.

«L’ammiraglio Acton era in piedi nel vagone quando leggeva il telegramma, e stava a guardare il foglio titubante, preoccupato per la responsabilità di trasportare la Regina con un tempo capace di far danno alla sua salute. La Regina gli disse: