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178 Chi l’ha detto? [594-597]
Non tutti facilmente si acconciano a rinunciare a piaceri e ad abitudini che meglio si addicono ad altre età. La vecchia serva nel capolavoro di Rossini si duole che gli amanti non la corteggino più, e canta:

594.          Oh vecchiaia maledetta!
         Son da tutti disprezzata....
         E vecchietta disperata
         Mi convien così crepar.

(Il Barbiere di Siviglia, parole di Cesare Sterbini,
musica di Rossini, a. II, sc. 5).

Perciò non mancano i furbi di tre cotte che sanno trarre partito da queste senili debolezze, quindi la esclamazione del Giusti:

595.   Oh le vecchie, le vecchie, amico mio,
    Portano chi le porta; e lo so io.

(Gingillino, p. III, str. 18).

Intanto il tempo, che è galantuomo per tutti, corre senza tregua, e si appressa il giorno in cui virtù e vizi, debolezze e sacrifici, avranno un termine. Vero è che nessuno in generale si preoccupa di questo doloroso scioglimento:

596.   Nemo est tam senex qui se annum non putet posse vivere1

(Cicerone, De Senectute, lib. VII).
nulladimeno la fine viene, e viene per tutti, pel ricco come per il povero, per il vecchio come per il giovane. Ma se per quest’ultimo è inattesa e crudele, per il vecchio è in molti casi una liberazione; chè benissimo scriveva fra i suoi Pensieri quell’acuto intelletto che fu Giacomo Leopardi:

597.   La morte non è male; perchè libera l’uomo da tutti i mali, e insieme coi beni gli toglie i desiderii. La vecchiezza è male sommo: perchè priva l’uomo di tutti i piaceri, lasciandogliene gli appetiti; e porta seco tutti i dolori.


  1. 596.   Nessuno è tanto vecchio che non creda di poter vivere ancora un anno.