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654 Chi l’ha detto [1866]

prendere, e molto da gettare; molto serio e interessante l’articolo di R. Gauthiot, pubblicato dopo la morte dell’autore nel Bulletin de la Société de Linguistique; buono anche, per metodo e per abbondanza, il volume dell’Esnault, Le poilu tel qu’il se parle (Paris, Editions Bossard, 1919).


c) “ Les Italiens ne se battent pas! ”


Le molte frasi eroiche, del vero eroismo semplice e consapevole, che ci sono passate davanti e nelle quali mi sono indugiato volentieri, sono la migliore risposta a una frase ingiuriosa, antica, e che ho voluto registrare qui anzichè in altra parte del volume (come era nelle precedenti edizioni), appunto perchè dopo Caporetto, molti stranieri e anche molti italiani la ripeterono. Tutti capiscono che intendo parlare del famoso:

1866.   Les Italiens ne se battent pas 1

Era tradizione abbastanza diffusa che questa frase insolente fosse stata detta dal generale Christophe de La Moricière, contro cui Arn. Fusinato lanciò nel 1860 una vivace poesia intitolata Al Rev. Padre La moricière generale dell’Ordine..., e pubblicata coi tipi clandestini del Comitato nazionale veneto. Vedasi la strofa seguente (figura il generale che arringa i soldati):


                             — Che val se irrompono
                                   Da tutti i lati
                                   Quanti ha l’Italia
                                   Armi ed armati?
                                   Fuoco alla miccia,
                                   Avanti! Urrah!
                                   Les Italiens
                                   Ne se battent pas.

L’on. Filippo Meda, già ministro delle Finanze, in un articolo La paternità di una frase, pubblicato nella Nuova Antologia, fasc. del 1° luglio 1918, pag. 85-90 (riprodotto ne La Perseveranza di Milano, dell’11 luglio successivo), dopo aver rilevato che io non aveva nelle precedenti edizioni di quest’opera addotto prova

  1. 1866.   Gl’italiani non si battono.