Pagina:Codifica numerica del segnale audio.djvu/243

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6 - Codifica per modelli 225

La tecnica è stata introdotta in letteratura nel 1984 come una particolare tecnica di codifica stocastica [Ata84] e come algoritmo di pattern classification [Cop84], Il termine CELP si deve ad una pubblicazione di Atal del 1985 [Sch85]. Dalle prime implementazioni della tecnica con complessità altissime si è pervenuti in alcuni anni a soluzioni sempre più semplificate, fino alle implementazioni attuali con complessità che si aggirano attorno ai 20 MOPS e quindi realizzabili utilizzando un solo DSP.

6.5.1 L’algoritmo CELP

Lo schema base dell’algoritmo CELP (fig. 6.14) è costituito da una catena di sintesi inserita in un anello di controreazione che è utilizzato per determinare il segnale di eccitazione e(n) più consono a rappresentare il segnale ricostruito &(n). La catena di sintesi costituisce lo schema del ricevitore, una cui copia locale è inserita all'interno del trasmettitore. Per semplicità in questo schema di principio non sono riportati i blocchi relativi al calcolo dei parametri dei filtri ed alla loro quantizzazione, ma essi costituiscono parte integrante del trasmettitore.

Il sistema è costituito da cinque blocchi principali, riportati in figura 6.14, che sono illustrati in dettaglio nel seguito.

Fig. 6.14 - Schema di principio dell’algoritmo CELP.

Il primo blocco è una tabella, o codebook (CBK), contenente una collezione di vettori di lunghezza opportuna, tali da, essere impiegati per