Pagina:Codroipo - Dialogo de la caccia de' falconi, astori, et sparvieri, 1614.djvu/120

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102 De la Caccia f enigmi, che in amfh mftra Patria ftrimui.jìcimtmUno anc he con molto folascgo di affai minor predai. & io ne ho r vifio ammazzare <un paro di pernigoni grò/lì con non poco piacerci. Smerigli ^ mutano poi ifopradetti Smerigli così a la pria, cornea miKiLcf ÌU rVn * ln ^ertà,non meno che i Falconi, altri •uccelli da me nominati. & il pafìo dei quacliotti, che net mefe d Acrile,<& di Maggio jipigliano, fono molto atti a fargli mutare, per ejfer pafìo calido. Vi fono anche a propofìto le rondini giouam, & i celegottigiouant, che feno <vn poco grandi. Gfueflifi muterannoforfè con maggior facilità de gli altri uccelli, fi, dando loro ffeffo l’acqua così ne le flange,fefono in libertà, come a la pria,fe faranno portati a belle, <&frefche acque, chabbiano nel fondo de le ghiare > Queftipoi fono ocelli, che facilmente samhfiono, fe non fonofiollecitati,&*fenon uengonofatti loro di molti piaceri.’perchè la fatica loro ne la pai/Ja èflraordmaria tra gli altri ^uccelli di rapina; ejfendo che la lo dola è ’uccello agilijfi, mo, & nel condurla a morte molta gagliardia con non poco trauagliofe lefiopre. il che temendo poi effi, facendofi refiiui, £?* ricredenti, facilmente cedono, & fi fannouili, (gfi codardi,nè più di loro (ipuò hauere alcunfilalo. Però b.L fogna ofjtruarpuntalmente quanto di fopra ho narrato, e fi A li Sm di quefiiammaletti^nentrefono di bontàper^ bo § Lr.y tU ’ r r % aU ] & dl moltA catione. La borgatura, che p ra fFdeb Jorofi deue dare, reputo io, che fia jfejfo di piuma d’uccelbadare. Letti, i quali però non fieno prefi a uifchio; perchè fimo p tm rtcolofi,